Alberi dell’Argentea

Acero Montano
L’Acero Montano è un grande albero che può raggiungere i 30-40 m. di altezza, con fusto diritto, cilindrico, e chioma ampia, formata di rami grossi e poco numerosi ma che creano una spessa copertura. La sua caratteristica corteccia grigiastra ha sfumature rossastre, è liscia allo stadio giovanile, mentre negli esemplari adulti si scaglia in grandi placche irregolari simili a quelle del platano. Ha foglie semplici, opposte, caduche, lunghe 10-15 (20) cm. e altrettanto larghe, a cinque lobi poco cuti, più o meno grossolanamente dentati.
In Italia si riscontra nelle Alpi e negli Appennini fino alla Calabria e in Sicilia fino ad altitudini di circa 1900 m..
Nelle zone più basse (Castanetum) preferisce le stazioni fresche e ombrose, in quelle più alte (Fagetum ) quelle più calde e soleggiate; su suoli fertili, non acidi, e freschi. Il legno dell’Acero Montano è molto pregiato per la produzione di mobili fini, per liste per pavimenti, rivestimenti di alto pregio, ecc. Le foglie costituiscono un ottimo foraggio

Alloro
L'alloro, o lauro, è nativo del Meditrarreneo ed è un albero sempreverde che può raggiungere anche i 20 m d'altezza! Spesso viene usato come pianta ornamentale per recintare giardini e terreni.
Il termine Laurus comprende numerose specie, ma quella più conosciuta e più apprezzata è il nobilis. E' una pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle Lauracee.
Il fusto è eretto, la corteccia verde. Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella parte superiore e opache in quella inferiore. I fiori sono piccoli, giallo-verde, riunite ad ombrella. L'alloro è una pianta rustica, cresce bene in tutti i terreni e può essere coltivato in qualsiasi tipo di orto. Noto fin dall'antichità, i Greci consacrarono l’alloro ad Apollo.
L'aroma sottile e penetrante richiamava le capacità profetiche di questo dio e delle sue sacerdotesse. D'alloro erano le corone che cingevano il capo degli imperatori e dei consoli Romani, ma anche dei poeti e dei letterati. L'alloro è usato in tutto il mondo per insaporire stufati, brodi, marinate e minestre, utilizzato in piatti di carne e di pesce, nonché per insaporire alcuni salumi ma anche bevande e dolci: eccellente, ad esempio, nei budini di riso.

Carpino
Il Carpino può raggiungere i 25 metri di altezza. La chioma è di colore verde scuro e ben compatta.
Il tronco è diritto con corteccia sottile, liscia, di colore grigio scuro.
Le foglie sonodecidue, ovate con il margine dentato, lunghe fino a 10 cm.
I fiori sono unisessuali: i maschili in amenti, quelli femminili in spighe.

Castagno
Castanea Sativa - famiglia: Fagacee
Il castagno, come il faggio, é caratteristico di una zona climatico-forestale definita il castagnetoappunto, estesa a tutto l'Appennino, dal settentrione alla Sicilia. E’ particolarmente diffuso in Liguria, Piemonte, Toscana e Campania.
E’ una pianta assai longeva: può vivere fino a duecento anni, raggiungendo un'altezza di circa 25-30 metri e un diametro, a petto d'uomo, di 2 metri. Gli anelli di accrescimento sono ben individuabili e hanno andamento regolare. La tessitura é grossolana, con fibratura quasi sempre diritta o leggermente deviata, soprattutto in corrispondenzadi nodi. L'alburno é soggetto all'attacco di funghi ed insetti, il durame é particolarmente resistente e si conserva molto bene.
In passato era usato per realizzare l'orditura principale e secondaria di tetti e coperture in genere, per ghiere e sostegni per i cannicci dei padiglioni, per pavimentazioni sotto forma di tavolati. Per la grande resistenza all’umidità e alle intemperie era utilizzato per la costruzione di infissi interni ed esterni, botti ed attrezzi per l'agricoltura, la pastorizia, la silvicoltura. Si presta bene per le palificazioni: per la durata é importante bruciare la parte che dovrà conficcarsi nel terreno, impedendo così all'umidità di penetrare nelle fibre. Tagliato in sottili strisce veniva usato per intrecciare ceste o gerle di varia forma. Era impiegato anche in ebanisteria e nella carpenteria navale. Il tannino, che si estraeva dal castagno, veniva utilizzato per tinture o esperimenti alchilici.
Gli alberi cresciuti ad alte quote durano di più nel tempo, probabilmente perché hanno una crescita più lenta, per via del clima più rigido, e quindi hanno fibre più compatte e resistenti. Invece nelle zone basse ed umide la crescita é più veloce e gli anelli annuali sono più distanziati, rendendo il legno meno compatto.

Faggio
Il faggio è una pianta tutta europea, presente dalla Svezia meridionale ai monti della Sicilia e della Gran Bretagna alla Russia sudorientale. E’ un albero con chioma a portamento conico-globoso, con tendenza ad espandersi e a creare così una vegetazione folta e densa. Raggiunge altezze di 20-30 metri. Il tronco è diritto, cilindrico da giovane, largamente scanalato da vecchio; la scorza sottile si presenta caratteristicamente liscia e lucente e di colore grigio chiaro. Le foglie alterne, ovato-ellittiche, sono lunghe 10-15 cm, leggermente ondulate e cigliate al margine, con nervi secondari diritti e paralleli; sono dotate di un breve picciolo e si presentano all’inizio arrossate, poi superiormente verde scuro, più chiare sotto. Le infiorescenze sono unisessuali: quelle maschili in glomeruli pendenti dotati ciascuno di un lungo peduncolo, quelle femminili erette consistenti di 1-2 fiori circondati da 4 brattee superiori larghe e da numerose brattee inferiori lineari.

Frassino
Il Frassino è un albero alto dai 15 ai 40 m, con chioma allungata, a forma di cupola. La fitta chioma ha dato il nome al frassino, dal greco "frasso": chiudo, assiepo. Il tronco è dritto e slanciato spesso fino alla cima. La corteccia che è grigio-verdastra, liscia con qualche solco sottile nelle piante giovani, diventa sempre più rugosa e fessurata con l’età. I rami sono rivolti alcuni verso l’alto, altri ricadenti. Essi sono piuttosto radi e conferiscono alla chioma una forma arrotondata. Nei rami giovani, lisci e privi di peluria, vi sono grosse gemme nere e opache. Il frassino raggiunge l’età riproduttiva a circa 25 anni, cresce abbastanza rapidamente, ad eccezione dei primi anni e può raggiungere i 300 anni di vita.

Leccio
Quercus ilex - famiglia: fagaceae
Originario di tutta la zona dell'Appennino Ligure, reperibile nel lauretum e nel fagetum. E' assai diffuso soprattutto nelle zone costiere ma anche in quelle interne, in forma di bosco e di pianta isolata.
Ha una chioma arrotondata e sempreverde, inserita piuttosto in basso rispetto al fusto, alto sino a 30 metri e con diametro di un metro e mezzo. Le foglie, alternativamente dentate (quelle più giovani), o a margine liscio e rivoltato (quelle più vecchie), sono di colore verde scuro. La corteccia é grigio cenere. Il durame é bruno, talvolta con tonalità rossastre. Gli anelli di accrescimento sono poco evidenti. La tessitura varia da media a fine, la fibratura é generalmente poco diritta. La durata é elevata.
Era usato nell'edilizia per travature di tetti e soffitti, per pavimenti e per realizzare attrezzi vari. Fornisce anche una discreta quantità di tannino. Le operazioni di segagione, piallatura e pulitura, si eseguono agevolmente.

Nocciolo
In Italia è diffuso in tutte le regioni, dalla pianura fino 1300 m di altitudine. Di solito non supera i 5-6 m. la sua chioma è fitta, ampia, irregolare con il diametro che al massimo raggiunge i 4 m.
Il fusto è sottile e slanciato. I giovani rami sono coperti di peli corti. La corteccia è di colore marrone grigio, precocemente glabra, con solcature longitudinali e sparse lenticelle chiare.
Le foglie sono caduche, alterne e con picciolo lungo. La pagina superiore della foglia è verde poco pelosa; la pagina inferiore è più chiara con nervature evidenti.
I fiori, riuniti in infiorescenze unisessuali, si sviluppano molto prima delle foglie. Gli amenti maschili sono riuniti in gruppi di 2-4 all’estremità oppure all’ascella delle foglie dei rami dell’anno precedente, i fiori maschili sprovvisti dell’involucro, hanno quattro stami. Il frutto è la nocciola.

Olivo

L'olivo è una pianta assai longeva che può facilmente raggiungere alcune centinaia d'anni: questa sua caratteristica è da imputarsi soprattutto al fatto che riesca a rigenerare completamente o in buona parte l'apparato sia il tronco e irami, sia le radici qualora siano danneggiati. L'olivo è una pianta sempreverde, ovvero la sua fase vegetativa è pressoché continua durante tutto l'anno, con solo un leggero calo nel periodo invernale.
I fiori sono ermafroditi, piccoli, bianchi e privi di profumo, costituiti da calice e corolla. I fiori sono raggruppati e si formano da gemme miste presenti su rami dell'anno precedente o su quelli di quel annata. L'impollinazione è ottenuta grazie al trasporto di polline del vento e non per mezzo di insetti pronubi (impollinazione entomofila).
Le foglie sono di forma lanceolata, coriacee. Sono di colore verde scuro e glabre sulla pagina superiore mentre presentano peli su quella inferiore che le conferiscono il tipico colore argentato e la preservano a loro volta da eccessiva traspirazione durante le calde estati mediterranee.
Il frutto, l’oliva è l'unico frutto dal quale si estrae un olio (gli altri oli si estraggono con procedimenti chimici o fisici da semi. La buccia varia il suo colore dal verde al violaceo a differenza delle diverse coltivazioni. La polpa è carnosa e contiene il 25-30 % di olio, raccolto all'interno delle sue cellule sottoforma di piccole goccioline. Il seme è contenuto in un endocarpo legnoso, anche questo ovoidale, ruvido e di colore marrone.
Il tronco è contorto, la corteccia è grigia e liscia ma tende a sgretolarsi con l'età; il legno è di tessitura fine, di colore giallo-bruno, molto profumato (di olio appunto), duro ed utilizzato per la fabbricazione di mobili di pregio in legno massello.
L'Italia attualmente occupa il secondo posto fra i produttori d'olio, preceduta dalla Spagna. La sua olivicoltura è distribuita su circa due milioni di ettari, poco meno della metà dei quali è in coltura principale, i restanti in coltura secondaria. Una parte relativamente modesta del prodotto annuo viene consumata come olio da tavola mentre la stragrande percentuale è destinata alla spremitura.

Olmo
L’Olmo è una pianta originaria dell'Europa centromeridionale e della regione caucasica. In Italia è frequente in ogni zona fino ai 1.000 metri. Può raggiungere i 30 metri di altezza; chioma leggera ed elegante.
il tronco dell’Olmo è diritto e presenta molti rami.la corteccia opaca e rugosa ha un colore che varia dal grigio al bruno ed è fessurata in piccole placche e solcata longitudinalmente.
Le foglie sono decidue, semplici, con la punta appuntita.
I fiori ermafroditi sono riuniti a gruppi di colore rosso. I frutti, riuniti in gruppi, maturano in estate.

Ontano
Alnus glutinosa = Ontano nero; Alnus incana, Ontano bianco - famiglia: Bertulaceae
Diffuso in tutto il territorio Ligure, lungo i fiumi, i torrenti e le zone umide in genere; entrambe le specie sono caratteristiche delle zone del faggeto e del castagneto, l'ontano nero é la specie più comune.
Entrambe le specie presentano una chioma a forma conica, con ramificazioni regolari. L'ontano nero raggiunge un'altezza di 20-25 metri e un diametro, a petto d'uomo, di 50-60 centimetri. La sua corteccia é ruvida, di colore marrone chiaro, le foglie, arrotondate, hanno una smagliatura all'apice. L'ontano bianco arriva quasi a 10-20 metri e il diametro raggiunge appena i 20 centimetri. La corteccia é grigia e liscia, le foglie sono acuminate, con piccoli denti inseriti nei denti più grandi. Il legno è di colore rosso-arancione,indifferenziato, e in seguito ad essiccazione diventa rossiccio. Gli anelli di accrescimento, generalmente regolari, sono poco visibili a occhio nudo. La durata é limitata all'aperto o in ambiente umido, ma é notevole quando il legno è sempreimmerso nell'acqua.
E’ adatto per costruzioni su palafitte e simili: è documentato nella struttura del Ponte Reale di Genova, risalente al XVI secolo. Con questo legno si facevano le palancolate necessarie per i lavori di approfondimento dei fondali nei porti, le palificazioni agricole, i mastelli e i modelli da fonderia. E’ facile da segare, piallare e pulire.
Marco Vitruvio Pollione, architetto di età romana, dell’Ontano:
“L`Alno poi , il quale nasce presso le ripe de' fiumi , e' pare che non sia legno servibile, pure ha ottime qualità, perche è composto di molta aria e fuoco, di mediocre terra e di poca acqua. Onde, non avendo in sè troppo umido , quando si adopera per le spesse e fitte palizzate sotto le fondamenta delle fabbriche in luoghi paludosi, riceve l’umido in copia maggiore di quello che per natura non ha; però vi dura eternamente reggendo ogni qualunque gran peso di fabbrica, e la mantiene senza difetto. Così quello che non può durare che per poco tempo fuori della terra resiste sempre quando resta immerso nell’acqua.”

Orniello
L’Orniello è una pianta della famiglia dei frassini che vive in tutta la penisola, dalla fascia prealpina all'Appennino settentrionale e centrale, in Sicilia e Sardegna. Solitamente non supera i 10 m di altezza e ha fronde fitte e rigogliose. Le foglie caduche sono dentate e sono formate da 5-9 foglioline. I fiori sono bianco-crema, profumati dolcemente e portati in vistose infiorescenze a pannocchia situate all'estremità dei rami. I frutti sono samare con un'ala lunga 2-3 cm che a maturità diviene bruna e lucida.
L'orniello produce la cosiddetta "manna", una gomma giallastra che trasuda dalle foglie e dalle cicatrici della corteccia e che, con l'aria si rapprende in grani o in forme simili a stalattiti. La manna viene utilizzata dall'industria dolciaria e anche trasformata in sciroppo leggermente lassativo.

Pino domestico (Pinus pinea)
Originario della Spagna, vive prevalentemente nelle zone marine, zone marine e più sporadicamente nell’entroterra. Può raggiungere i 20-25 metri di altezza, la chioma è a forma di ombrello, le foglie sono aghi molto appuntiti a gruppi di due, lunghi dai 12 ai 20 cm. La fioritura avviene da maggio a giugno e nell’autunno dello stesso anno o del successivo nascono le pigne, formate da tante scaglie che schiudendosi liberano i semi: i pinoli. Il tronco è eretto ramificato in alto. Il legno è rossiccio e venato di scuro, è leggero e poco resistente.
E’ una pianta molto rara e per questo poco utilizzata nelle costruzioni.

Pino marittimo
pinaster, Pinus Silvestris
Storicamente presente nel litorale di Viareggio, nei dintorni di Suvero (La Spezia), in Corsica, nell'Appennino Ligure in genere. E’ diffuso in collina e nelle zone di bassa montagna sul versante tirrenico. E’ presente nel lauretum e nel castanetum, ma viene anche importato dalla Francia.
L'altezza massima é di 35 metri, con un diametro di un metro. Può giungere a 200 anni di età. La chioma, dalle caratteristiche inconfondibili, si concentra nella parte alta del fusto ed é ovalizzata in larghezza. A volte può assumere la forma a bandiera a causa del vento. Gli aghi sono raccolti in fasci doppi, lunghi circa 17 centimetri. La gemma é robusta, con squame frangiate; la corteccia, bruno-rossastra, é caratterizzata da fessurazioni a placche. Presenta un alburno largo, di colore biancastro e un durame poco sviluppato, bruno-rossastro. Gli anelli di accrescimento si presentano con un andamento regolare e sono ben individuabili. Spesso a causa della positura inclinata sulla fascia costiera, i fusti presentano legno di compressione. La tessitura é media o grossolana, la fibratura generalmente dritta. La durata é scarsa.
E’ usato per la carpenteria navale, es. fasciame dei gozzi e soprattutto nell'ebanisteria, per le strutture di vari mobili. E’ anche utilizzato a volte per le travature di soffitti e tetti, assieme al larice, e per alcune parti di edifici, come portici, archi o architravi, "perline", per rivestimenti. La segagione, la piallatura e la pulitura non presentano problemi; tuttavia ha spesso problemi di compressione che ne pregiudicano l'impiego in falegnameria. La durata é migliore se l'albero é cresciuto in aree asciutte e quindi ha anelli di crescita ravvicinati.

Robinia pseudoacacia
Robinia pseudoacacia - famiglia: Leguminosae papilionaceae
Originaria dell’ America settentrionale, prende il nome dal botanico Francese Jean Robin che la introdusse in Francia agli inizi del XVII secolo. In seguito alla dominazione napoleonica, conobbe una vasta diffusione anche in Italia.
Il legno è differenziato, con alburno bianco-giallastro e durame di color bronzeo. Gli anelli di accrescimento sono ben individuabili, presentano un'ampiezza variabile ed un andamento regolare. La tessitura é media e la fibratura diritta.
E’ un ottimo legno fatto per durare nel tempo, ma ha la tendenza all'imbarcamento se non é stagionato e messo a dimora orizzontalmente. In passato veniva usato per pali, recinti, palificazioni, ruote per carri, paleria agricola, immanicature, ingranaggi. In particolare veniva usato per la costruzione dei filari dell'uva: i tronchi grossi e senza nodi venivano aperti a metà con cunei e poi ancora a metà e così via, per avere a disposizione la parte più compatta vicino al midollo.

Roverella
La roverella fa parte della Famiglia delle Fagacee il suo fusto può raggiungere i 20 m di altezza. La sua chioma è globosa ed emisferica negli esemplari adulti. Il tronco sinuoso, ha corteccia grigio-scura, fessurata in piccole placche ruvide. Il Fogliame è deciduo ma le foglie secche persistono sull'albero durante l'inverno. Fiori: Infiorescenze unisessuali; quelle maschili in amenti penduli lunghi 5 cm circa, colore verde-giallastro; quelle femminili solitarie, a piccoli gruppi terminali o posti lungo il ramo dell'ascella delle foglie in modo sessile o su un piccolissimo peduncolo; fioritura da aprile a maggio Frutti: Ghiande ovali allungate di 2 cm, con cupola che le ricopre fino a metà. Il nome indica la minor taglia della pianta rispetto alla Rovere, con la quale a volte viene confusa. La roverella è un albero di terza grandezza (20 m) che può anche superare i 2 m di diametro. E' anche abbastanza longevo, ma in genere meno della Farnia e della Rovere. L'areale di diffusione si estende sull'Europa meridionale e l'Anatolia. In Italia è molto più diffusa della Rovere, si adatta a terreni calcarei, argillosi, aridi, rocciosi e si presta per colonizzare ambienti denudati. Il legno è un ottimo combustibile, più pesante di quello della Rovere, tende ad imbarcarsi ed essendo più difficile da lavorare trovava impiego in passato soprattutto per traverse ferroviarie, oggi ancora solo per travature e costruzioni navali. Nell'alimentazione umana si utilizzano le ghiande delle varietà dolci, previa tostatura, per produrre un surrogato del caffè.

Sorbo dell'uccellatore
Le foglie del sorbo dell’uccellatore e del sorbo domestico sono foglie alterne, imparipennate, composte da un numero variabile di foglioline sessili. Il sorbo montano presenta splendide foglie ovali o obovate di dimensioni assai variabili, ma sempre contraddistinte dalla diversa colorazione delle due pagine: scura quella superiore, argentea quella inferiore. Il sorbo dell’uccellatore vive in montagna, al di sopra dei 600 metri, e si spinge fino ai 2000 metri d’altitudine. Si trova spesso consociato in boschi misti di faggi, abeti, frassini. Con facilità si trova ai margini del bosco, dove può godere di un’ottima esposizione alla luce e, allora, abbandona l’aspetto arbustivo e si sviluppa in un vero e proprio albero molto ramoso e spesso d’aspetto un po’ disordinato, per via della chioma irregolare, ma sempre di grande effetto. La raccolta delle bacche del sorbo dell’uccellatore deve avvenire quando queste hanno già assunto una colorazione intensa e sono già a un buon grado di maturazione. Con un normale andamento stagionale la raccolta sarà effettuata in ottobre. La maturazione deve avvenire sulla pianta e non richiede nessun tempo di attesa o sosta sulla paglia come per le altre sorbe.

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