Uccelli dell'Argentea

Allocco
L'allocco (Strix aluco) è lungo 38 cm, ha il mantello bruno fittamente macchiettato, la testa grande e arrotondata e gli occhi neri. L’allocco ha abitudini prevalentemente notturne. Ha movimenti molto lenti e pesanti ma il suo volo è leggero, oscillante ma non rapido. Vive in tutti i boschi, sia si pianura che di montagna, nei terreni coltivati e parchi. Nidifica preferibilmente nel cavo di un albero ben riparato dalla pioggia e di facile accesso, ma non è raro che si installi sotto i tetti, nei fumaioli ed anche nei nidi abbandonati da altri rapaci, dalle gazze e dalle cornacchie. Si riproduce tra marzo ed aprile e depone da 2 a 4 uova. I piccoli vengono accuditi da entrambi i genitori. Si ciba quasi esclusivamente di topi, arvicole, rane ed uccelli che scova addormentati, non disdegna grossi bruchi delle sfingi e insetti di vario tipo.

Corvo Imperiale
Il corvo imperiale è facilmente riconoscibile per le sue dimensioni, il becco nero e massiccio, la coda a forma di cuneo e il richiamo profondo e caratteristico. In Ticino può essere osservato tutto l`anno e nidifica regolarmente nella zona montana e subalpina dove predilige le zone rocciose o i ripidi pendii delle vallate alpine. Raramente nidifica al di sopra del limite del bosco e i suoi nidi li costruisce sulle pareti rocciose. La costruzione del nido o le modifiche di quello utilizzato in anni precedenti inizia da metà febbraio e una copia può possedere più di un nido. La deposizione delle uova avviene nella prima metà di marzo e la femmina alleva una sola nidiata. Dopo la cova (circa 3 settimane) e lo svezzamento (circa 6 settimane) i giovani rimangono anche per più di 6 mesi con i genitori.

Fagiano
Il fagiano maschio di questo è vistosamente colorato, mentre la femmina è marrone screziata di nero. L'apertura alare raggiunge i 90 cm; dalla punta del becco alla punta della coda è lungo circa 70 cm; i maschi sono più grandi delle femmine. Originariamente presente solo in Asia, attualmente è diffuso anche in Europa dove vi è stato importato dagli antichi greci. E' presente in numerosi ambienti, dalla pianura alla montagna, sia aperti che boscosi, ma soprattutto in ambienti agricoli. Si ciba di semi, germogli, erba e frutti, ma anche di vermi, insetti, piccoli mammiferi e uova di uccelli che nidificano a terra. Non è un grande volatore, in caso di pericolo preferisce fuggire correndo anziché involarsi. In inverno forma gruppi strutturati in modo gerarchico, per il resto dell'anno e al di fuori del periodo riproduttivo, è invece solitario. In primavera i maschi diventano territoriali, ognuno di loro si accoppia con tre o più femmine, ma non si occupano dell'allevamento della prole. La femmina depone 8-16 uova in un nido sul terreno. I piccoli sono in grado di seguire la madre immediatamente dopo la nascita e dopo 15 giorni possono volare. La sua presenza in Europa è dovuta soprattutto alle continue immissioni a scopo venatorio.

Fringuello
Questo piccolo uccello si riconosce per il suo il becco conico, la coda piuttosto lunga e la testa appuntita. Il maschio e la femmina sono facilmente distinguibili. Il primo è vivacemente colorato, mentre la seconda presenta colori piuttosto pallidi. Il maschio presenta il petto rossastro; il capo grigio sfuma verso il marrone; la coda è verde brillante e l’estremità grigio scuro; le ali sono a bande bianco e nero. E’ lungo circa 15 cm ed ha un’apertura alare di 24-28 cm. Il fringuello è molto comune anche nei pressi delle abitazioni. Ama i boschi misti, i giardini e la aree aperte con alberi sparsi. In inverno si formano dei grandi stormi che si nutrono di semi, visitano i giardini e i campi. E’ quindi un uccello gregario, al di fuori del periodo riproduttivo. Il fringuello è particolarmente attivo nelle prime ore del mattino nella ricerca di cibo, che comprende semi, vegetali vari e, soprattutto nel periodo riproduttivo, piccoli animali invertebrati. Solitamente i semi sono raccolti a terra e non direttamente dalle piante ed in primavera lo si può ammirare mentre cerca di catturare gli insetti fra le fronde degli alberi. La maggior parte di questi uccelli non migra durante l’inverno, anche se alcune popolazioni preferiscono lasciare le regioni più fredde per quelle più confortevoli. La primavera corrisponde al periodo riproduttivo, durante il quale il fringuello diventa altamente territoriale ed il canto del maschio serve proprio a delimitare l’area occupata. Il maschio e la femmina sono fedeli in questo periodo (specie monogama). Il nido, costruito su un albero o su un cespuglio, è ricoperto esternamente con muschio e licheni, così da essere difficilmente scovato. Sono deposte 4-5 uova che sono incubate per un paio di settimane. Dopo la schiusa, i giovani lasciano il nido in circa 15-18 giorni.

Gazza
La gazza presenta ali relativamente brevi, zampe slanciate, coda molto lunga e corpo apparentemente corto. Durante il volo alterna veloci battiti d’ala ad alcune lunghe planate. Questo Corvide è caratterizzato da un lucente piumaggio. Il capo e il becco sono scuri; verso il dorso iniziano ad evidenziasi riflessi metallici blu e verdi, che si fanno poi particolarmente intensi sulle ali e sulla lunga coda; il petto bianco contrasta con il rimanente piumaggio. Questo uccello è lungo circa 45 cm e presenta un’apertura alare di 50-60 cm. La gazza si è adattata a qualsiasi tipo di ambiente, anche a quello più antropizzato. Vive nei boschi aperti, nelle boscaglie, nei coltivi e ovviamente nelle città. Questo uccello si nutre di piccoli animali invertebrati, frutti e semi; talvolta, anche di piccoli vertebrati come nidiacei, di qualsiasi tipo di carogna e di rifiuti lasciati dall’uomo. La gazza è considerata una specie opportunista perché in grado di modificare le proprie abitudini alimentari in base alla disponibilità locale e alla stagione: ad esempio in primavera e in estate la gazza predilige i piccoli invertebrati, in autunno piccoli vertebrati e in inverno vegetali vari. Inoltre, se gli insetti sono disponibili tutto l’anno rappresentano il principale alimento. Come gli altri Corvidi, anche la gazza crea delle scorte di cibo che sono poi consumate nell’arco di un paio di settimane. La gazza può essere solitaria o gregaria durante tutto l’anno (in questo caso i maschi sono dominanti sulle femmine), ma al sopraggiungere del periodo riproduttivo la coppia si isola e diviene territoriale. La zona di nidificazione, difesa per il periodo di riproduzione, può essere inclusa nell’area utilizzata tutto l’anno, oppure può essere individuata un’area migliore. Maschio e femmina sono fedeli l’uno all’altro (specie monogama), sebbene alcuni maschi conducano una vita piuttosto promiscua. Dal centro del proprio territorio ogni individuo emette degli strilli acuti così da comunicare ad eventuali partner o rivali la propria presenza e forza. In genere nella tarda primavera è deposta l’unica covata dell’anno. Il nido, di solito piuttosto evidente, è costruito fra gli alti rami degli alberi con radici secche, foglie e ramoscelli. Sono deposte 5-7 uova che sono incubate per una ventina di giorni. I giovani lasciano il nido dopo circa un mese. Questo Corvide non migra durante la stagione fredda, ma affronta l’inverno permanendo nella medesima zona.

Gufo
Il gufo comune o selvatico, è un rapace notturno, lungo 35 cm, con un'apertura alare tra gli 87 e i 94 cm, è caratterizzato da occhi di colore giallo arancio e da due vistosi ciuffi.Vive di preferenza nelle foreste di conifere e nei boschi misti alternati a zone aperte, dove occupa cavità d'alberi, nidi di corvi, gazze e scoiattoli. In questi nidi la femmina depone 4-5 uova bianche e rotonde (verso marzo aprile) che dopo un periodo d'incubazione di 25-30 giorni si schiudono. Il maschio nutre la femmina: i piccoli non abbandonano il nido che ad un mese e mezzo d'età; dovrà passare ancora un mese prima che siano in grado di volare. Le prede catturate dai gufi sono: piccoli mammiferi, uccelli e invertebrati.piccoli abitanti del bosco come insetti, ghiri, topi. Vengono inghiottite intere; i peli ed altri parti indigeste sono rigettate più tardi sotto forma di pallottole. Il gufo ha abitudini strettamente notturne (vede anche di notte, i suoi occhi approfittano del minimo bagliore) e se ne sta ben nascosto e immobile nelle ore di luce fino al crepuscolo; in quel momento inizia il suo volo silenzioso a non molta altezza dal suolo in cerca di preda. E' un eccezionale distruttore di animali nocivi. Può volare in pieno giorno quando è stato disturbato e riesce a catturare degli uccelli anche se il sole brilla sulla neve. Sebbene gli occhi siano immobili nelle orbite, la visione notturna è buona e l'angolo visivo ridotto è compensato dalla grande mobilità del collo: il gufo comune per esempio può ruotare il capo di 270°.

Merlo
Il merlo è un uccello insettivoro. I maschi presentano un bel piumaggio nero lucente, con becco e rima palbebrale giallo brillante, mentre le femmine sono bruno scure e i giovani sono rossicci e macchiettati; la lunghezza si aggira su 25 cm. Sono diffusi un po' in tutto il mondo, ad eccezione dell'Antartide, dell'Artico e di alcune isole della Polinesia. Emettono come richiamo una nota persistente (tchink, tchink o tchiunk) ma il loro canto, che inizia sul finire dell'inverno e dura per tutta la stagione degli amori, è melodioso, tanto che sono sempre stati molto ricercati proprio per questo; sono in grado di imparare nuove melodie o di fare "duetti" con l'uomo; eccezionalmente si possono incontrare anche merli bianchi, tanto che i francesi hanno il proverbio c'est le merle blanc. Sono frequenti nei boschi, nei parchi, nei giardini. Si tratta di uccelli che da noi sono stanziali, ma nelle regioni più a nord con la cattiva stagione migrano nell'Europa meridionale e nell'Africa settentrionale; hanno confidenza con l'uomo e possono essere addomesticati con facilità. Nidificano nelle siepi, nelle cataste di legna, su rampicanti nei giardini e anche sui terrazzi; è facile imbattersi nei loro nidi a forma di coppa, alla cui costruzione partecipano anche i maschi. Le uova sono bianche o celestine. Nei frutteti in primavera ed estate banchettano con ciliege, mele, pere, per cui possono rappresentare un problema per gli allevatori che generalmente si difendono appendendo ai rami fogli si alluminio o altro, ai quali peraltro gli animali si abituano rapidamente; si nutrono di bacche, piccoli insetti e lombrichi, che vanno a scovare anche nei vasi da fiore, sconvolgendone la terra. In Italia la specie è protetta ed è proibito catturarli anche per allevarli in cattività.

Pettirosso
Il Pettirosso è un uccellino conosciutissimo di piccole dimensioni (circa 135 mm.) diffuso in tutta Europa, in Italia lo si vede e lo si sente spesso in inverno nei giardini, nei parchi ed in campagna, mentre rovista tra le foglie secche e i muschi in cerca di piccoli insetti. Non ha timore dell’uomo e accetta volentieri piccole mollichelle di pane, in campagna molte volte segue il contadino ,che vangando il terreno porta allo scoperto piccoli insetti.. La femmina ha il colore rosso del petto più pallido, i maschi sono territoriali e attaccano altri maschi se questi invadono il loro spazio vitale. Il nido viene costruito a terra ben nascosto tra un ciuffo d’erba o sotto un ceppo d’albero, vengono deposte 3-5 uova finemente punteggiate di rossastro la cova dura 12-15 giorni, i piccoli s’involano dopo 13-15 giorni.

Tordo
II Tordo sassello ha dimensioni medio-piccole, forme piuttosto slanciate, becco robusto, coda di media lunghezza e quadrata, tarsi lunghi. In entrambi i sessi il piumaggio è di colore bruno-olivastro scuro nelle parti superiori, bianco-fulvo striato di scuro nelle parti inferiori, sopracciglio crema, fianchi e ascellari castani, coda marrone scuro con punta delle piume bianco-fulvicce. In volo, visto da sotto, è riconoscibile per la colorazione castana sotto le ali e la striatura del petto e dei fianchi. Dalla Cesena si riconosce per le minori dimensioni, mentre per le dimensioni e le forme pressoché identiche è facilmente confondibile con il Tordo bottaccio. Lunghezza cm. 21-22, peso gr. 50-75.

Usignolo
L’usignolo è famoso per il canto molto ricco e melodioso caratterizzato da una successione di frasi liquide e fluenti, assai musicali. Canta di giorno e di notte, standosene nel folto o su un basso ramo.
arriva fino a circa 15 cm di lunghezza, le sue parti superiori sono brune uniformi, le inferiori bruno-biancastre, il petto non ha macchie; la coda è castana, e rimane alzata quando l'animale saltella sul terreno.
è un animale solitario ama i luoghi umidi dei boschi, le zone a fitta vegetazione cespugliosa, alberi lungo i margini dei fiumi o dei coltivi.
Si nutre di insetti, larve, lombrichi e frutti minuti.
Il nido è generalmente situato vicino a terra, spesso in folte siepi, oppure su alberi a chioma folta; esternamente è fatto di foglie messe in modo disordinato, internamente di filamenti e steli erbacei. La femmina depone 4/6 uova che si schiudono dopo circa 13 giorni di incubazione portata a termine dalla femmina; i piccoli lasciano il nido dopo 11/14 giorni.

Verdone
Il Verdone è lungo circa 15 cm e deve il suo nome alla colorazione del manto che presenta varie tonalità di verde. Le parti superiori sono verde oliva, gola e petto giallo verdi, ventre giallo oro, come pure gialla è la base esterna delle remiganti primarie e delle timoniere. La femmina ha il colore leggermente meno vivo ed il giallo meno diffuso o mancante. Il corpo è tozzo. Il canto suo è forte e piacevole. Il volo è ondulante. Non si allontana dagli alberi. Il maschio attira la femmina saltellando, sollevando un'ala, con la testa diritta, il becco aperto e la coda allargata a ventaglio. Raccolti in piccoli gruppi, i Verdoni preferiscono i luoghi alberati, le pianure ricche di folta vegetazione, i giardini, i cespuglieti, le campagne alberate, i parchi, i frutteti, che consentono loro, grazie al verde piumaggio, un mimetismo perfetto. Spesso si spingono sin nei pressi delle località abitate. Sono dei mediocri volatori e perciò si trattengono di preferenza sul terreno alla ricerca del nutrimento. Alcuni gruppi sono sedentari, spostandosi di poco dal sito di residenza, altri sono erratici ed altri ancora praticano la vera e propria migrazione. I verdoni si cibano soprattutto di semi, con predilezione per quelli oleosi, more e germogli di alberi da frutta. Occasionalmente rientrano nella dieta scarafaggi, formiche, afidi ed insetti, larve di lepidotteri e ditteri, ragni, ecc.

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