Alta Val Leone - Lago della Tina

Segnavia:
Tempo di percorrenza: 2h30m
Dislivello: 230 m (disl. complessivo 478 m)
Difficoltà: E (escursionistico)

ALTA VAL LEONE LAGO DELLA TINA:

Lasciata l'auto in località Agueta (240 m, sulle alture di Arenzano) si imbocca a sinistra una strada sterrata da percorrere per circa 2 km - seguendo il segnavia - fino al passo Gua, attraverso zone dove è forte la presenza del pino marittimo.

Dal passo è possibile raggiungere direttamente il lago della Tina percorrendo il sentiero della , ma questa gita propone un percorso diverso, più lungo e più interessante, che compie un anello intorno al lago addentrandosi nella parte alta della val Leone.

Si prosegue la strada sterrata, piegando a destra e iniziando quindi l’itinerario contraddistinto dal segnavia , si attraversa una zona panoramica, dove si possono ammirare lo scosceso versante sud del Monte Argentea e la sottostante val Lerone, e si passa a fianco del riparo Cianella (raggiungibile con breve deviazione).

Dopo pochi minuti di cammino si arriva ad una biforcazione e si prosegue lungo il sentiero di sinistra. L'ambiente è sempre aspro e dominato dall'erica arborea, che ricopre quasi tutta la collina sovrastante, il Bric Cravieu: in questa zona da aprile a luglio fiorisce la dafne odorosa, piccolo e delicato suffrutice dai fiori rosa, legato strettamente alle rocce serpentiniche e per questo vero e proprio simbolo del Parco del Beigua.

Lasciatosi alle spalle il Bric Cravieu, ci si addentra in un bel bosco misto dove dominano l'orniello, la roverella, il leccio, il prugnolo e, nelle zone più umide, l’ontano bianco e l’ontano nero.

Il sentiero prosegue pianeggiante fino a giungere in località Ruggi - toponimo ligure che significa rivoli d'acqua - da dove parte l'acquedotto che rifornisce Arenzano: un ponticello (attenzione alla bassa ringhiera!) valica il rio Leone e la sua stretta valle.

Il nostro itinerario passa quindi sul versante orografico destro, attraversando inizialmente una folta pineta a pino nero austriaco e poi un arbusteto, dal quale affiora un grosso masso chiamato "baro da sinsaea" (470 m): è un riparo naturale, usato un tempo dai contadini durante il periodo della fienagione e ancora utile in caso di improvvisi temporali.

Da qui il sentiero scende verso il passo du Figu, dove si incontra nuovamente il rio Leone, in un ambiente caratterizzato da ameni laghetti scavati nella coriacea roccia ofiolitica e collegati da ridenti cascate: risalendo per poche decine di metri il corso del rio si raggiunge il più bello di questi laghi, il lago della Tina. Si tratta di una “marmitta dei giganti”: quando l’acqua scorre impetuosa si forma un vortice che, con il passare del tempo, scava la roccia serpentinica, fino a raggiungere notevoli profondità. Il lago della Tina è largo pochi metri, ma è profondo ben sei metri e mezzo!

Tornati al passo du Figu, si riprende il segnavia e si percorre un sentiero pianeggiante, che si snoda parallelamente al percorso effettuato all'andata, ma circa 100 m più in basso. Si attraversano il rio Colletti e il rio Ramà e si raggiunge un ombroso bosco di lecci, che rappresenterebbe per gran parte dei versanti tirrenici della Liguria la tipologia "climax" (per vegetazione climax si intende l'insieme di piante che tendono a colonizzare per ultime un determinato territorio nell'evoluzione normale del manto vegetale e risultano quindi in equilibrio con l’ambiente).

Uscendo dal bosco, il sentiero attraversa una zona particolarmente panoramica e raggiunge una pineta a pino marittimo che porta nuovamente al passo Gua, concludendo l’itinerario ad anello. Dal passo, ripercorrendo la strada sterrata dell'andata, si ritorna in breve all’Agueta.

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