Agueta - Passo du Figu - Gua all’Omu - Campo

Segnavia:
Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: 400 m (disl. complessivo 500 m)
Difficoltà: E (escursionistico)

AGUETA - PASSU DU FIGU - GUA ALL'OMU - CAMPO:

Lasciata l'auto in località Agueta (240 m, sulle alture di Arenzano) si prende a sinistra una strada sterrata da percorrere per circa 2 km seguendo il segnavia (che porta al lago della Tina) fino al passo Gua.

Qui si lascia la sterrata, che sale verso destra, e si prosegue l’itinerario della , imboccando a sinistra della strada un sentiero in leggera discesa, per lasciarlo poco dopo e seguire il segnavia sulla destra, in piano. Dopo circa mezz’ora di agevole cammino si raggiunge il passo du Figu, dove si attraversa il rio Leone.

Qui inizia il percorso naturalistico contrassegnato dal segnavia C 5, itinerario che si sviluppa a mezza costa dal passo du Figu alla località della Gua all'Omu, mettendo in collegamento due altri sentieri già molto conosciuti dagli escursionisti: da una parte quello – appena descritto - che porta dall’Agueta al lago della Tina (segnavia ) e, dall’altra, quello che dall’abitato di Campo conduce al Monte Argentea (via diretta, segnavia: ).

Il sentiero, molto usato nella seconda metà dell’ottocento e nella prima del novecento, è andato gradualmente in disuso, fino ad una quasi totale chiusura da parte della vegetazione. Tuttavia ha conservato un discreto fondo, per cui gli scout della Sezione C.N.G.E.I. di Arenzano, in collaborazione con la Comunità Montana Argentea, hanno potuto realizzare un buon intervento di recupero, attrezzando inoltre il percorso con bacheche illustrative e panchine in legno nei punti più panoramici.

La principale ragione di interesse del sentiero è di carattere storico, sia perché in passato veniva sfruttato dai contadini che trasportavano a spalle il fieno per il bestiame, falciato nei prati ad alta quota, sia perché negli anni ‘30 è stato usato e sistemato dal Corpo Forestale, in occasione del rimboschimento di pino nero nella Bandita demaniale della val Lerone.

Inoltre il sentiero percorre una zona dove vivono molti esemplari di animali (capriolo, cinghiale, ghiro, scoiattolo, poiana, merlo acquaiolo, biacco) e di piante (alberi come il pino nero, il leccio, l’orniello e il sorbo montano, arbusti come l’erica, la ginestra e l’alaterno, fiori come la dafne odorosa e la frassinella).

Al passo du Figu si attraversa il rio Leone e si imbocca un sentiero che sale piuttosto ripido verso sinistra, contrassegnato sia dal segnavia , sia dal segnavia (alta val Leone). Dopo alcuni tornanti, i due segnavia si separano: il nostro prosegue in linea retta, mentre l’altro piega decisamente a destra.

Da qui in avanti, il percorso naturalistico segue le rientranze e le sporgenze del versante, attraversando numerosi ruscelli alimentati da piccole fonti nascoste che danno acqua buonissima e, quel che più conta, difficilmente seccano nei periodi di massima calura e siccità.

Poco dopo il bivio, si può raggiungere con leggera deviazione il riparo Sambugo, dove è stata posizionata una panchina. Superati il rio dei Guadi e il rio del Mou, si incontra il “sentiero dell’ingegnere” (segnavia: , da Campo a Ponte Negrone), che si sovrappone per un tratto al nostro itinerario, e si raggiungono le “pose du Campanin”, specie di panchine in pietra sulle quali i contadini appoggiavano il carico di fieno. Lungo il sentiero si sono infatti conservate in discrete condizioni – e sono state riportate alla luce - parte delle opere realizzate per renderlo più facilmente percorribile: muretti a secco che sostenevano il bordo, schive in pietra per l'acqua e, di particolare interesse, proprio le "pose".

Attraversato il rio Cu du Mundu, il “sentiero dell’ingegnere” si distacca in discesa sulla sinistra e il nostro percorso prosegue sulla destra, per salire gradualmente fino al riparo, attualmente inagibile, del Rou Russu o Giassu de Vacche, utilizzato dal Corpo forestale durante i lavori di rimboschimento: è questo un ideale luogo di sosta, in prossimità del bel rio Giassu de Vacche.

A questo punto il sentiero, risalendo leggermente lungo il versante, supera la Costa di L’Erbin e attraversa l’omonimo rio, per arrivare poco dopo alla Gua all’Omu e all’incrocio con l’itinerario della stella bianca, da imboccare in discesa. Si cammina per un tratto in direzione sud-est fino alla costa di Pamusche e si piega a sinistra: nella zona sottostante il sentiero è interessante notare una piccola colonia di pini dall’aspetto molto curioso, vecchi come età, ma piccoli di statura, con pochi rami contorti e orientati verso la costa, segno inconfondibile della inclemenza dei venti freddi che soffiano da nord.

Seguendo la stella bianca e tralasciando i diversi incroci con altri sentieri che percorrono la zona, si scende in breve fino a Campo (località di Arenzano, 138 m).


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