Campo - Ponte Negrone

Segnavia:
Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: 320 m (disl. complessivo: 570 m)
Difficoltà: E (escursionistico)

CAMPO – PONTE NEGRONE (Sentiero dell'ingegnere):

Si arriva in auto fino alla località Campo (150 m – comune di Arenzano) e si segue una strada sterrata, contrassegnata da una in campo bianco, che sale verso destra lasciandosi alle spalle il dolce paesaggio agricolo per addentrarsi nell’ambiente tipico della macchia mediterranea.

Dopo alcuni tornanti, tralasciata la diramazione che porta al Monte Argentea (via diretta, segnavia: ), si imbocca sulla destra un sentiero che sale rapidamente raggiungendo una zona molto panoramica, dove lo sguardo può spaziare dagli aspri versanti del Monte Rama fino alla distesa del mare. In questo tratto i due segnavia si accavallano, per separarsi definitivamente poco dopo, in località Ciazubellu: la si distacca verso sinistra e il “sentiero dell’ingegnere” prosegue diritto.

La geomorfologia tipica delle rocce serpentiniche ha determinato in questa zona un paesaggio aspro, dove dominano la terra e l’acqua e dove la vegetazione – caratterizzata soprattutto dal pino nero - cerca di conquistarsi uno spazio sul poco suolo a disposizione.

Il sentiero incontra sorgenti zampillanti e freschi rivi che scendono dalle pendici del Monte Argentea, come il rio L’Erbin e il rio Giassu de Vacche, che sfocia nel torrente Lerone nei pressi di Ponte Negrone.

Proseguendo, ci addentriamo in una zona piuttosto selvaggia: i toponimi Bricassu (monte cattivo) e Cu du Mundu (sedere del mondo) sono indicativi delle caratteristiche particolari di questi luoghi.

Poco prima del rio Cu du Mundu, il “sentiero dell’ingegnere” si sovrappone per un breve tratto al percorso naturalistico contraddistinto dal segnavia (dal passo du Figu alla Gua all’Omu), dal quale si separa dopo le “pose del Campanin”, punto panoramico dove si trova anche una comoda panchina in legno.

Da qui il sentiero inizia a scendere verso il fondovalle e raggiunge il rio Negrone, che scorre tra suggestive pareti rocciose un tempo usate come palestra di arrampicata. Il sentiero segue il corso del rio, incontrando alcuni laghetti di discreta profondità e una caratteristica sorgente di acqua solforosa, e arriva al Ponte di Negrone, dove termina l’itinerario della : in questo punto, dalla confluenza del rio Negrone e del rio Leone, si forma il torrente Lerone.

Per il rientro, anziché percorrere a ritroso l’itinerario dell’andata, si suggerisce di attraversare il ponte e imboccare il percorso naturalistico contraddistinto dal segnavia (da S. Anna di Lerca a Ponte Negrone) ideato dalla Comunità Montana Argentea a conclusione di un progetto di educazione ambientale realizzato nelle scuole medie inferiori di Arenzano e Cogoleto. Proseguendo lungo questo itinerario, si incontrano zone di macchia in cui dominano l’erica, l’alaterno, il mirto, il cisto peloso e la ginestra dei carbonai, alternate a boschetti di carpino nero, castagno, orniello e ontano nero.

Il sentiero naturalistico, superato un guado sul torrente Lerone, ci porta in breve alla località Motta, dove si incontra la strada asfaltata. Lasciando a questo punto il segnavia e seguendo in salita la strada (segnavia: ), ci troviamo in una zona agricola ricca di campi coltivati e di alberi di olivo e da frutto, finché, dopo alcune curve, ritorniamo al punto di partenza dell’escursione.

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