Pesci & Anfibi dell'Argentea
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| Anguilla
L’anguilla presenta un corpo molto lungo, a sezione rotonda, serpentiforme. La pelle è ricoperta
da squame molto piccole e profondamente affondate nei tegumenti stessi. I maschi
possono raggiungere una lunghezza di 50 cm, mentre le femmine possono raggiungere
i 150 cm e pesare fino a 6 kg.
Nessun altro pesce ha un ciclo vitale così imponente e solo numerosi anni di intense ricerche hanno potuto chiarire tutti i misteri che circondavano questa specie, primo fra tutti quello relativo al luogo di riproduzione.
Ad un determinato momento della loro vita tutte le anguille delle acque dolci europee abbandonano i fiumi e si dirigono verso il mare ed una volta raggiunto continuano il loro viaggio fino ad arrivare in una stessa zona dell'oceano Atlantico, Il Mar dei Sargassi, per deporvi le uova in primavera. Dalla fecondazione di quest'ultime nascono delle larve, trasparenti e a forma di foglia di salice (leptocefali), lunghe pochi millimetri, che iniziano a dirigersi verso oriente.
In prossimità delle coste, nella primavera del loro quarto anno di vita, i leptocefali si trasformano in piccole anguille ancora molto trasparenti, le ceche, che risalgono i fiumi, penetrando il più possibile all'interno, seguendo un istinto incoercibile che costringe migliaia e migliaia di giovani anguille a superare le difficoltà di questa migrazione controcorrente: una parte di esse arriva persino in laghi non comunicanti con i fiumi, percorrendo vene d'acqua sotterranee e attraversando prati umidi. Durante questo tragitto esse si pigmentano e cominciano ad aumentare di peso, nutrendosi, all'inizio, di animaletti del fondo.
In acqua dolce l'anguilla diventa un pesce con abitudini notturne, che durante il giorno vive nascosto in tane oppure immerso nel fondo. A seconda del tipo di nutrizione vengono distinte due forme ecologiche: "anguilla a testa appuntita" che si nutre di insetti, larve, crostacei e vermi e "anguilla a testa larga" predatrice, che si nutre di pesci.
La maturità sessuale compare nel maschio dopo un periodo di 9 anni e nelle femmine dopo 12 anni di permanenza nelle acque dolci. A questo punto si verifica una nuova metamorfosi: gli occhi si ingrossano, i colori verdastro del dorso e giallastro del ventre cambiano in scuro e argenteo rispettivamente. Le anguille in questo stadio della loro evoluzione cessano di nutrirsi ed il loro tubo digerente si atrofizza; quindi da luglio a settembre, durante le notti, abbandonano le acque interne per raggiungere, dopo un anno e mezzo, il Mar dei Sargassi dove, dopo aver deposto le uova, muoiono.
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| Barbo
Il Barbo ha forma affusolata, profilo dorsale maggiormente convesso di quello ventrale; la
testa è appuntita, rivolta verso il basso con bocca inferiore e labbra spesse, munite di quattro barbigli; colorazione verdastra sul dorso più o meno punteggiata di nero (soprattutto nei giovani), giallo dorata sui fianchi e biancastra sul ventre.
Mediamente raggiunge i 30 cm, può tuttavia eccezionalmente superare i 50-60 cm ed il peso di 4 kg.
Vive nelle acque dolci di tutto il territorio italiano, escluse le isole.
Il suo habit sono le acque correnti limpide non troppo fredde, con fondo ghiaioso o sassoso (corso medio dei fiumi, zona del barbo); vive anche nelle zone litorali dei laghi profondi; i giovani sono di carattere socievole e vivono in piccoli banchi, gli adulti sono per lo più solitari.
il Barbo si ciba di invertebrati di fondo in prevalenza, occasionalmente anche detrito di fondo, materiale vegetale e piccoli pesci.
Le uova misurano circa 2 mm e vengono deposte in gran numero nel periodo di Maggio-Giugno tra le pietre o sulla sabbia dove rimangono fino alla schiusa (10-15 giorni). L'accrescimento è lento (ad un anno di età la lunghezza è di 8-9 cm) e la maturità è raggiunta al 4 o 5 anno di età.
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| Barbo Canino
Il barbo canino somiglia molto al barbo comune, ma differisce da questi in alcune caratteristiche; Il primo raggio duro della pinna dorsale non è dentellato e i due barbigli posteriori sono più lunghi; le sue dimensioni sono ridotte e raggiungono al massimo 20 cm di lunghezza e 150 g di peso. Rivestito anch'esso di scaglie piccole,
il barbo canino differisce da quello comune per la livrea,
che è più scura, bruno rossastra o bruno giallastra sulle
parti superiori, e per le macchie bronzee e alcune punteggiature sparse sulla testa e sui fianchi che ricordano l'aspetto della trota. Identica è la disposizione delle pinne. La forma del corpo è simile a quella del barbo comune e presenta molte macchie scure, di forma irregolare, sui fianchi e sulle pinne; barbigli più corti di quelli del barbo comune.
Raramente supera i 20 cm.
Vive nelle acque dolci dell'Italia settentrionale e centrale in acque correnti limpide, ma anche litorali lacustri; è più gregario del barbo comune e vive in banchi seppure di modeste dimensioni.
Si nutre di invertebrati di fondo e detrito vegetale.
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| Cavedano
Il cavedano supera raramente i 30 centimetri di lunghezza. Il dorso è grigio-verde, i fianchi
sono argentei e le pinne leggermente rosse. Si trovano nei fiumi e nei laghi di quasi
tutta l'Europa, soprattutto in quella occidentale. In montagna risale i corsi d'acqua fino a mille metri di altitudine. Il cavedano è un vero e proprio predatore di pesciolini, crostacei e rane e divora le uova degli altri pesci. La sua carne, ricca di lische, non è molto pregiata. Nei vivai serve spesso come nutrimento per lucci e trote. Diffusione: Fiumi e Laghi.
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| Lasca
La Lasca ha corpo slanciato con dorso bruno, fianchi argentei percorsi da una
fascia scura, ventre bianco-argenteo; la base delle pinne ventrali e pettorali è colorata
di arancione. Assai caratteristica è la forma della bocca, simile soltanto
alla Savetta, per la posizione rivolta verso il basso e per la presenza di
labbra cornee. La riproduzione ha luogo in un periodo compreso fra marzo
e maggio, su fondali ciottolosi o ghiaiosi. Le uova hanno un diametro di
1,5 mm circa ed aderiscono al fondo; la schiusa avviene all'incirca 10 giorni
dopo la deposizione. Gli individui adulti non superano i 25 cm di lunghezza.
La sua dieta è di tipo onnivoro ed è composta dagli organismi vegetali ed animali
che ricoprono il fondo.
E’ una specie che frequenta soprattutto le acque correnti in branchi più o meno
numerosi; si rinviene comunque anche in acque poco turbolente ed anche nei laghi.
La Lasca vive di solito abbastanza in profondità. Si alimenta raschiando il fondo
grazie alla forma particolare della bocca.
In Italia è indigena delle regioni settentrionali e di quelle centrali del versante
adriatico.
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| Rana Temporaria
Il corpo della rana temporaria è robusto ed il muso è lievemente arrotondato. Gli arti anteriori
sono corti e massicci.
La colorazione del dorso è particolarmente variabile: bruno-giallastro, grigio o rossastro spesso
con macchie scure; la macchia temporale, posta dietro agli occhi, è particolarmente scura ed
evidente; il ventre è bianco giallastro spesso con macchie più scure.
I maschi presentano gli arti anteriori molto robusti e provvisti, sul lato interno del primo dito,
di una grossa callosità: questa struttura zampe permette al maschio di aderire più saldamente alla femmina durante l’accoppiamento.
Questa rana raggiunge al massimo i 10 cm.
La rana temporaria è una specie terricola che utilizza le pozze temporanee, ad esempio che si
formano con il disgelo, per riprodursi. Le uova sono deposte in masse rotondeggianti, che in
superficie assumono una forma discoidale. In condizioni climatiche favorevoli le larve evolvono
in rane adulte in 2 mesi e mezzo. Le larve possono ritardare la metamorfosi nel
caso in cui le condizioni climatiche siano avverse, ed attendere la fine dell’inverno per evolvere
in adulti.
Questo animale predilige i boschi e le praterie montane in prossimità di ruscelli, laghi, pozze
utilizzati per la riproduzione.
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| Rospo
Il corpo del rospo è tozzo, il muso arrotondato e la pupilla è orizzontale. La pelle ha l’aspetto
verrucoso.
Lateralmente sul capo sono evidenti dei rigonfiamenti divergenti tra loro.
Il dorso presenta una colorazione variabile dal bruno-giallastro al rossastro al grigio-verdastro
con macchie scure.
Il maschio misura circa 10 cm (metà della femmina) ed inoltre possiede arti anteriori più robusti e
possenti.
Il rospo conduce una vita quasi esclusivamente notturna, trascorrendo il giorno e le stagioni più fredde sotto i sassi, tra le pietre, nei vecchi muri, ecc. Generalmente si muove camminando e, nel caso in cui sia allarmato, saltando. Durante il periodo riproduttivo è attivo anche di giorno.
L’accoppiamento avviene in acqua, anche se può iniziare a terra. Talvolta si protrae per
settimane, tanto che può accadere di incontrare la femmina che si sposta sul terreno
trasportando il maschio sul dorso. La femmina depone più di 6000 uova completamente nere,
con un diametro di 1,5-2 mm disposte su 3-4 file all’interno di un unico cordone gelatinoso
lungo sino a 5 m. La deposizione avviene tra febbraio e giugno (principalmente in marzo-aprile)
anche in acque salmastre. Se le condizioni climatiche sono buone, la larva sguscia dopo circa un
paio di settimane e metamorfosa dopo circa 2-3 mesi.
Quando il rospo s’imbatte in un predatore assume una peculiare postura (posizione) con la testa
abbassata e la parte posteriore del corpo sollevato.
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| Salamandra
La salamandra adulta ha un corpo allungato con zampe brevi e massicce, la coda
piuttosto corta e robusta, e delle evidenti ghiandole dietro agli occhi.
Il corpo è nero con macchie gialle, arancioni o rossastre più o meno estese e numerose.
La larva di salamandra si evidenzia per diverse caratteristiche: la presenza di una cresta dorsale
sulla coda, che si estende in avanti sul corpo, e che tende a ridursi con lo sviluppo; l’estremità
della coda arrotondata; la colorazione del dorso bruno-grigiastro e del ventre biancastro; una
macchia chiara alla radice delle zampe; la successiva presenza delle macchie gialle.
La salamandra pezzata vive in ambienti terricoli quali lettiere, tane di piccoli mammiferi,
sottobosco di faggete o di abeti e faggete, castagneti, ecc.
Questo Anfibio è attivo soprattutto al crepuscolo e di notte, soprattutto quando il clima è
umido e piovoso. Esso si sposta lentamente, e raramente si allontana più di qualche metro dal
suo rifugio diurno.
Le uova si sviluppano internamente nella femmina che, quando hanno raggiunto un buon grado di sviluppo, raggiunge le pozze d’acqua per partorire da 10 a 70 larve che, successivamente, si svilupperanno in individui adulti. Questo anfibio predilige gli ambienti boscosi, spingendosi non oltre gli 800 m in ambiente alpino.
I colori accesi e vivaci della salamandra svolgono una funzione comunicativa importante,
inviando al potenziale predatore un messaggio di allerta. La pelle di questo Anfibio, infatti,
produce svariate sostanze che possono irritare la bocca e gli occhi del predatore.
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| Tritone Alpestre
Il Tritone alpestre è un piccolo animale timido e riservato, abbastanza legato all’acqua. Come in molte altre specie di Anfibi le femmine hanno dimensioni maggiori dei maschi e possono raggiungere i 12 cm di lunghezza.
Al di fuori del periodo riproduttivo questo Anfibio vive nei boschi, nascondendosi di giorno sotto i sassi e le foglie; esce soltanto di notte per nutrirsi di piccoli vermi, insetti, lumache.
In inverno i Tritoni vanno in letargo, protetti in fessure nel terreno, sotto le rocce o nel legno marcio delle vecchie ceppaie. In primavera fanno invece ritorno nelle zone umide dove si svolge la riproduzione: torbiere, laghetti e sorgenti sino a 2500 metri di altitudine. Durante le parate amorose i maschi esibiscono un abito nuziale appariscente caratterizzato da una cresta dorsale giallastra, bassa e a orlo liscio, barrata o punteggiata di nero. Una volta deposte le piccole uova, esse si schiudono e si sviluppano le larve che si nutrono di prede animali e respirano per mezzo di branchie piumose, con le quali estraggono l’ossigeno dall'acqua. Entro l’autunno le larve compiono la metamorfosi assumendo l’aspetto degli adulti e lasciano lo stagno per condurre vita terrestre.
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| Tritone Crestato
Il Tritone Crestato deve il suo nome al fatto che durante il periodo degli amori il maschio presenta infatti un’imponente cresta dorsale che gli conferisce l'aspetto di un piccolo drago. Dorso e fianchi sono di colore da marrone scuro a nero, cosparsi di macchie nere tondeggianti. I lati sono picchiettati di bianco. Appariscente e ben riconoscibile anche in acqua è la banda color madreperla lungo i lati della coda. La femmina è invece assai meno vistosa, poiché sprovvista della cresta e delle macchie nere sul dorso e sui fianchi e priva della fascia chiara sulla coda. Con una lunghezza totale di 12-18 cm è però di regola leggermente più grande del maschio (10-16 cm). Comune ai due sessi è il ventre di colore da giallo chiaro a rossastro-arancione, cosparso di macchie o punti neri che vanno a formare un disegno assai variabile da individuo a individuo. Nel periodo terragnolo, ad eccezione del ventre gli animali sono di norma quasi completamente neri e la cresta dei maschi appare assai ridotta. A differenza dei maschi, le femmine mantengono tuttavia il colore giallo-arancio anche sulla cloaca e sulla parte inferiore della coda, ciò che permette di riconoscerle facilmente.
Il Tritone crestato popola praticamente tutta l’Europa centrale. Il suo areale di distribuzione si estende dalla Francia centrale fino agli Urali, rispettivamente dalla Scozia e dalla Scandinavia fino ai Balcani attraverso il versante nordalpino. È possibile incontrarlo fino a un’altitudine di 1200 metri.
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| Tritone Punteggiato
Il tritone punteggiato in Italia spesso divide l'habitat con il tritone crestato (Triturus carnifex) ; La caratteristica punteggiatura, molto evidente nel maschio, gli ha dato il nome. Il maschio si distingue dalla femmina per una colorazione generalmente più accesa, per una striatura molto marcata ai lati della testa, per la cresta caudale e per la cloaca ingrossata nel periodo riproduttivo.
Tipico delle basse quote, al centro del suo areale di distribuzione il Tritone punteggiato occupa una grande varietà di corpi d'acqua: stagni soleggiati e torbiere soprattutto, luoghi che spesso ospitano varie comunità di specie acquatiche e anfibie. Evita quasi sempre le acque ombreggiate e fresche. Ottimali sono i siti con una vegetazione acquatica rigogliosa, che offre possibilità di rifugio e strutture idonee alla deposizione. A differenza del Tritone crestato, il Tritone punteggiato è più facile da osservare mentre nuota libero nell'acqua, dove trova anche il cibo.
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| Trota Fario
La trota fario ha un corpo allungato, compresso lateralmente con il profilo dorsale incurvato che aumenta con l'età, la sua livrea è molto variabile in quanto è estremamente dipendente dall'habitat in cui vive; in generale si può affermare che il dorso è grigio verdastro con tendenza ai tono più scuri, i fianchi vanno dal bruno del dorso sfumando sempre più e giungendo ad un bianco-giallastro dell'addome. Sul dorso e sui fianchi sono presenti un numero variabile di macchie nere di forma irregolare ed alcune volte sono presenti anche macchie più grandi di colore rosso. Le macchie sono presenti sulle due pinne dorsali ma del tutto assenti sulla pinna caudale. Il muso è ottuso
con una grossa bocca. Tutto il corpo è ricoperto da piccolissime squame cicloidi e di muco. Anche la sua dimensione (max cm 100) è estremamente legata all'habitat, si possono trovare esemplari di 2-3 kg in ambienti favorevoli, come grandi fiumi, mentre è possibile trovare intere popolazioni di una ventina di centimetri in ambienti oligotrofici (con cibo scarso). Abita in acque molto ossigenate e dalla temperatura bassa, quella ottimale si aggira sui 12° gradi centigradi mentre a 22° diventa letale. Predatrice a tutti gli stadi vitali si nutre di crostacei, insetti e pesci; l'attività nutrizionale si svolge prevalentemente in periodi in cui la luminosità è bassa, tipo al crepuscolo o in giornate molto nuvolose. La maturità sessuale viene raggiunta dopo 2-3 anni e l'accoppiamento avviene nel periodo autunnale (ottobre-dicembre) con la deposizione di circa 2500 uova per chilogrammo di pesce. Le uova sono di colore rossastro e grandi 4-5 mm. La trota fario depone le uova nei ghiareti dove l'acqua è bassa e la corrente è costante e per raggiungerli non si sottrae a lunghe migrazioni. Il rito dell'accoppiamento avviene con lo scavo di una buca da parte della femmina la quale vi depone le uova che immediatamente vengono fecondate dal maschio e quindi ricoperte con la ghiaia appena rimossa. Le uova schiudono dopo circa 450 gradi giorno, tutte contemporaneamente, lasciando fuoriuscire frotte di avannotti che si poseranno sul fondo in attesa dell'ultima trasformazione che li porterà ad assumere l'aspetto dell'individuo adulto.
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| Vairone
Il Vairone ha corpo affusolato e muso arrotondato. Il dorso è grigio-verdastro
o bruno, il ventre argenteo. I fianchi sono percorsi da una banda scura orizzontale
che inizia dietro l'occhio e che in taluni casi può essere poco evidente; sotto
la linea laterale, e parallelamente ad essa, può essere anche presente una pigmentazione
arancione. Le pinne pettorali, ventrali ed anale presentano alla base toni aranciati.
Si riproduce in un periodo compreso fra maggio ed agosto; le uova, che misurano
circa 2 mm di diametro, vengono deposte, in genere di notte, su fondali preferibilmente
ghiaiosi. La maturità sessuale viene raggiunta a 3 anni circa, quando i Vaironi
misurano 10-12 cm. L'accrescimento è abbastanza lento e ad un anno di età viene
raggiunta una lunghezza di 5-6 cm. Di solito non supera i 20-25 cm di lunghezza.
La dieta è varia ed include vegetali ed invertebrati, soprattutto insetti, catturati
anche sulla superficie dell'acqua. Si tratta di un pesce piuttosto esigente e
predilige soprattutto le acque fresche ed ossigenate del tratto pedemontano dei
corsi d'acqua, localizzandosi in prevalenza nella zona inferiore rispetto alla
Trota; più raramente nella zona a Barbo e nei laghi.
E’ gregario e di solito vive in branchi non molto numerosi.
E’ diffuso nell'Italia centro-settentrionale; il limite meridionale del suo areale
non è conosciuto con sicurezza.
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