La
gita si è svolta domenica 1°Luglio ed hanno partecipato 9 gitanti.
Le condizioni meteorologiche erano buone: sereno con un poco di foschia.
Siamo partiti dal Santuario dell’Acquasanta ad una quota di 165 metri sul
livello del mare.
Acquasanta è una località nota per le sorgenti sulfuree e per le
sue terme.
Il programma della nostra escursione: salire alla Punta Martin (1001
m s.l.m.) seguendo l’impegnativo sentiero contrassegnato dal “tratto
e punto rosso”;
passare sul Monte Penello (995 m) ed incrociare l’Alta Via dei Monti
Liguri seguendola verso ovest fino al passo del Veleno (700 m circa s.l.m.);
da qui scendere all’Acquasanta utilizzando il sentiero contrassegnato
dal “triangolo rosso”, passando dalle Giutte.
Siamo quindi partiti proprio dal Santuario. Abbiamo dapprima attraversato
i binari della stazione di Acquasanta, per poi passare attraverso una
pineta a pinastro (Pinus pinaster) percorsa dall’incendio dell’anno
scorso, fino ad incontrare e guadare il bel Rio Baiardetta.
Il Rio Baiardetta congiungendosi più a valle con il Rio Martino
formerà il Torrente Acquasanta.
Dal guado in poi la salita si faceva sentire: non vi erano più tratti
pianeggianti e si ci inerpicava sulla linea di massima pendenza, aiutandosi
spesso con le mani sulla dura roccia serpentinosa.
Passando attraverso una nuova pineta, questa volta a pino nero (Pinus
nigra), in circa due ore e mezza raggiungevamo la cima.
L’ascesa alla Punta Martin ci ha regalato grande soddisfazione per
l’impegno che richiede sia dal punto di vista fisico (850 metri
circa di dislivello), sia dal punto di vista mentale: occorre infatti
mantenere alta la concentrazione e ponderare al meglio i movimenti sulla
cresta rocciosa.
La fatica veniva ripagata da uno splendido panorama, purtroppo “appannato” da
un po’ di foschia: dal M. di Portofino, l’aeroporto e il porto
di Voltri, , fino ai Monti Reixa e Argentea sopra Arenzano.
Il pranzo al sacco al Bivacco Zucchelli, un tempo deposito di armi, ed
una breve sosta alla bella neviera, prima di iniziare la via del ritorno.
La neviera è una fossa a forma di tronco di cono rovesciato, con
i muri perimetrali di pietra.
Venivano usate al tempo in cui non c’erano i frigoriferi: si otteneva
ghiaccio dalla neve pressata e compattata e questo rappresentò una
importante risorsa per le popolazioni montane.
Molto bello il passaggio sull’Alta Via dei Monti Liguri, consapevoli
di trovarci su un tratto di quel sentiero lungo ben 400 km che percorre
tutto l’arco appenninico ligure, da Ventimiglia a Sarzana. L’abbiamo
seguita fino al Passo del Veleno tra radure e pini di una nuova specie,
i pini silvestri (Pinus sylvestris), con la chioma asimmetrica a causa
del vento, sotto ai quali nascono ottimi funghi dal latice arancione (Lactarius
delicious).
Durante la discesa dal Passo del Veleno verso Acquasanta siamo passati
attraverso splendidi boschi misti a castagno, rovere, querce rosse americane,
lecci.
Questa periodo (caldo e umido) è ideale per la crescita dei funghi:
abbiamo trovato solo qualche esemplare edule di colombina verde (Russula
viridis).
Sicuramente è stato un lungo rientro, ma facendo anche questa volta
un anello abbiamo potuto vedere le bellezze del nostro entroterra da diversi
punti di vista.
Abbiamo potuto ammirare la bella zona picnic nelle vicinanze dell’Agriturismo
Grilla, gli antichi ripari realizzati con la tecnica preistorica “a
tolo” chiamati caselle o trunee, e i bei pascoli montani.
E’ stata una bella giornata in mezzo alla natura ed alle bellezze
del nostro entroterra.
Il prossimo appuntamento con le gite della Comunità Montana Argentea è per
domenica 15 Luglio.
Partiremo da Sciarborasca (200 m di quota) per arrivare alla Casa della
Miniera (a circa 1000 metri di quota) in occasione della festa degli Alpini
della sezione cogoletese.
Ritrovo presso la stazione di Cogoleto alle ore 7.30.
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