La gita si è svolta domenica 8 Ottobre ed hanno partecipato 5 gitanti.
Le condizioni meteorologiche erano buone: nella notte il vento di tramontana
aveva ripulito il cielo dalle nubi presenti il giorno prima.
Siamo partiti dal
Santuario dell’Acquasanta (località nota per le sorgenti sulfuree e per le sue terme) ad una quota di 165 metri sul livello del mare.
Nonostante fosse la giornata dedicata al facile anello delle Giutte, abbiamo deciso all’unanimità di provare la nostra bravura sul ben più impegnativo percorso della diretta alla Punta Martin.
Nessuno dei partecipanti si era mai cimentato nell’impresa.
Ecco quindi il “nuovo” programma della nostra escursione: salire alla Punta (1000 m s.l.m.) seguendo il sentiero contrassegnato dal “tratto e punto rosso”; passare sul Monte Penello (995 m), incrociare l’Alta Via dei Monti Liguri seguendola verso ovest fino al passo del Veleno (700 m circa s.l.m.); da qui scendere all’Acquasanta utilizzando il sentiero contrassegnato dal “triangolo rosso”.
Siamo quindi partiti proprio dal Santuario. Abbiamo dapprima attraversato i binari della stazione di Acquasanta, per poi passare attraverso una pineta a pinastro (Pinus pinaster) percorsa dall’incendio dell’anno scorso, fino ad incontrare e guadare il bel Rio Baiardetta,che congiungendosi più a valle con il Rio Martino forma il Torrente Acquasanta.
Dal guado in poi la salita si è fatta sentire: non più tratti pianeggianti ma salita sulla linea di massima pendenza, tanto da aiutarsi spesso con le mani sulla dura roccia serpentinosa.
Passando attraverso una nuova pineta, questa volta a pino nero (Pinus nigra), in circa due ore e mezza abbiamo raggoiunto la cima.
La fatica è stata ripagata da uno splendido panorama, leggermente “appannato” da un po’ di foschia: dal Monte Antola, al M. Fasce con le sue antenne, al M. di Portofino, l’aeroporto e il porto di Voltri, , fino ai Monti Reixa e Argentea sopra Arenzano.
Un gheppio (Falco tinnunculus) volteggiava sopra le nostre teste e si esibiva nello spettacolare “spirito santo”, cioè fermo a mezz’aria sfruttando il vento, intento a scrutare il terreno alla ricerca di piccole prede, quali insetti e piccoli roditori.
Sul Monte Penello i volontari del Gruppo Escursionistico Pegliese (GEP) rifornivano i partecipanti della concomitante marcia delle Lische. Un gemellaggio fraterno ci univa nella nostra comune passione: la montagna.
Dopo tanta fatica, il pranzo al sacco al Bivacco Zucchelli, un tempo deposito di armi, ed una breve sosta ad una bella neviera, prima di iniziare la via del ritorno.
La neviera è una fossa a forma di tronco di cono rovesciato, con i muri perimetrali di pietra,
Venivano usate al tempo in cui non c’erano i frigoriferi: si otteneva ghiaccio dalla neve che vi veniva raccolta in inverno e pressata e compattata; questo metodo di conservazione dei cibi rappresentò una importante risorsa per le popolazioni montane.
Molto bello il passaggio sull’Alta Via dei Monti Liguri, consapevoli di trovarci su un tratto di un sentiero lungo ben 400 km che percorre tutto l’arco appenninico ligure, da Ventimiglia a Sarzana.
L’abbiamo seguita fino al Passo del Veleno tra radure e pini di una nuova specie, i pini silvestri (Pinus sylvestris), con la chioma asimmetrica a causa del vento, sotto ai quali nascono ottimi funghi dal latice arancione (Lactarius delicious) e per questo chiamati volgarmente “sanguini”.
Durante la discesa dal Passo del Veleno verso Acquasanta siamo passati attraverso splendidi boschi misti a castagno, rovere, querce rosse americane, lecci.
Questa stagione è ideale per la crescita dei funghi, ma ne abbiamo trovato solo pochi esemplari.
Sicuramente è stato un lungo rientro, ma facendo anche questa volta un anello abbiamo potuto vedere le bellezze del nostro entroterra da diversi punti di vista; abbiamo potuto ammirare la bella zona picnic nelle vicinanze dell’Agriturismo Grilla, gli antichi ripari realizzati con la tecnica preistorica “a tolo” chiamati caselle o trunee, e i bei pascoli montani.
L’ascesa alla Punta Martin ci ha regalato grande soddisfazione per l’impegno che richiede sia dal punto di vista fisico (850 metri circa di dislivello), sia dal punto di vista mentale: occorre infatti mantenere alta la concentrazione e ponderare al meglio i movimenti sulla cresta rocciosa.
E’ stata per tutti una bella giornata in mezzo alla natura ed alle bellezze del nostro entroterra.
Per partecipare alle escursioni è necessario iscriversi entro le ore 10.00 del
SABATO precedente le stesse presso:
Comunità Montana
Argentea
Via Cambiaso, 4 - 16011
Arenzano - Ge. Tel.010.9123062 fax 010.9125701
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