La gita si è svolta domenica 10 Giugno e hanno partecipato otto persone.
La giornata presentava condizioni meteo variabili ma, per nostra fortuna, spesso le nubi erano a quota più bassa della nostra, a formare un “morbido” strato bianco illuminato dal sole.
Siamo partiti da Pra’Riondo (1108 m) e, seguendo per un breve tratto la sterrata che porta a Le Faie, siamo saliti in breve tempo sulla cima erbosa del M. Sciguello (1103 m).
In questa zona abbiamo visti i bei iris selvatici, una mandria di vacche dal manto bruno al pascolo, alcuni funghi saprofiti quali le mazze di tamburo e le vescie.
Siamo ritornati indietro e, passando davanti al rifugio Pra’Riondo, abbiamo iniziato a percorrere l’Alta Via dei Monti Liguri.
All’altezza di Punta Frattin (1145 m), palestra di roccia, abbiamo parlato della geologia della zona; questo blocco di serpentinite si sta sgretolando ad opera del crioclastismo, e in futuro franerà formando un deposito di massi ciclopici.
A Nord del M. Rama si trova un grande pascolo montano chiamato Pian Ferretto, attraversato dall’omonimo Rio; si tratta di una prateria umida con tanto di erbe galleggianti (Potamogeton), pennacchi, sfagni, drosera (pianta insettivora, relitto glaciale)..oltre ai tritoni alpestri che vivono nelle pozze presenti.
Siamo andati a vedere e abbiamo trovato un esemplare di natrice dal collare e numerosi girini di rana temporaria.
Abbiamo attraversato tutto il limite Sud della prateria incontrando un bivio: sulla nostra sinistra l’Alta Via prosegue costeggiando il Bric Resunou (prende il nome dall’eco che si può sentire); sulla nostra destra si arriva al M. Rama (1148 m) mentre dritti a noi abbiamo potuto scendere nella zona detta “delle carboniere”.
Tra il bosco di faggio naturale e di pino nero austriaco di rimboschimento vi si trovano ancora le aie carbonili e una casetta interamente costruita di pietra dove l’antico carbonaio risiedeva e lavorava.
Quella del carbone era un’attività di sfruttamento sostenibile della risorsa legname, fonte di economia; il carbone era barattato con sale, olio, ecc.. provenienti dalla riviera.
Abbiamo avuto la fortuna di vedere giovani di capriolo; questo ungulato è presente in gran numero ed è in continua espansione per la mancanza di predatori; deve la sua presenza alla fuga di alcuni esemplari da una riserva della Val Bormida nel 1956.
Abbiamo proseguito per la cima del M. Rama, la vetta più ambita dagli escursionisti in visita al comprensorio del Beigua.
La passeggiata è stata allietata dalla presenza di gigli di S. Giovanni, dagli astri alpini (relitti glaciali) e dalle orchidee.
Sulla cima, “baciati” dal sole, dominavamo il versante mediterraneo.
Poi ancora Alta Via fino a deviare per il Bric Damè ad una quota poco al di sotto dei 1200 metri, godendo di una splendida vista, questa volta sul versante padano.
Piacevole il rientro fino a raggiungere le auto a Prà Riondo, complici nella conoscenza di posti fantastici e accomunati dalla passione per le bellezze naturali del nostro entroterra.
Il prossimo appuntamento con le gite della Comunità Montana Argentea è per sabato sera 23 Giugno per una passeggiata notturna dal Curlo di Arenzano al Passo della Gava.
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