
L'escursione si è svolta domenica 18 febbraio ed hanno partecipato sette intrepidi gitanti.
La giornata si presentava molto fredda e ventosa già dal primo mattino.
Il sentiero è caratterizzato dal segnavia C5 su bandierina bianco/rossa, si sviluppa a mezza costa e mette in collegamento due altri sentieri già molto conosciuti dagli escursionisti: Agueta-Lago della Tina (segnavia T) e Campo-Monte Argentea (segnavia stella bianca).
Siamo partiti dalla località Agueta (240 m di quota) e abbiamo raggiunto prima il passo Gua tramite strada sterrata; poi il passo du Figu, sul torrente Leone.
L'ambiente è caratterizzato da vegetazione mediterranea: pini marittimi, lecci, eriche arboree, mirti, cisti, frassini, sorbi montani e qualche corbezzolo.
Abbiamo potuto verificare la caratteristica eterofillia del leccio: la presenza di foglie poste in alto a margine intero e di foglie poste in basso a margine seghettato, per difendersi dal morso degli erbivori.
Abbiamo anche parlato delle piante dioiche, cioè quelle specie a sessi separati: piante maschio e piante femmina (es. ginepro e alloro).
Dal passo du Figu al Lago della Tina il passo è breve!
E il delizioso laghetto è un ottimo esempio di "marmitta dei giganti", scavato dal movimento vorticoso delle acque nei secoli: ben sei metri e mezzo di profondità, una splendida cascatella e le rocce serpentinitiche a fargli da cornice.
La vegetazione dal passo du Figu in poi è caratterizzata dal pino nero austriaco, frutto di rimboschimenti del Corpo Forestale negli anni '20/'30.
Mentre il pino marittimo o pinastro è falcidiato da una cocciniglia, gli aghi del pino nero sono fortemente attaccati dai bruchi di una farfalla notturna, la processionaria.
Abbiamo potuto così verificare la presenza di quest'ultima sia per i numerosi bozzoli comuni, sia per gruppi di individui che si muovevano uno dietro l'altro a contatto, comportamento da cui deriva il nome comune.
Il primo tratto di sentiero dell'Ingegnere incontrato ci ha mostrato la "posa" du Campanin, una pietra sulla quale i contadini che trasportavano a spalle il fieno posavano il carico per riposarsi e dalla quale si vede il campanile della chiesa di Lerca.
Poi l'emozionante guado del rio Cù du Mundu, splendida e selvaggia forra attrezzata anche per l'arrampicata.
Il resto del percorso è molto interessante dal punto di vista storico, molto usato nella seconda metà dell'ottocento e nella prima del novecento; merita tuttavia di essere ricordato anche per i vivaci ruscelli che attraversa (rio dei Guadi, rio Giasse de Vacche, rio L'Erbin), per la ricchezza della fauna e della flora e per il vasto panorama che si può ammirare dalla costa di l'Erbin.
Per meglio godere di tutto questo, lungo il sentiero si trovano bacheche informative e panchine in legno.
Il sentiero è ottimamente valorizzato dal gruppo scout CNGEI di Arenzano, in collaborazione con la Comunità Montana Argentea.
In prossimità della località Gua all'Omu abbiamo incrociato la diretta Campo-M.Argentea caratterizzata da una stella
bianca, con la quale siamo scesi in breve tempo fino a Campo (località di Arenzano, 138 m).
Degne di nota sono state la presenza di anemoni color viola (Hepatica nobilis), la tana e le deiezioni di un tasso, oltre alle numerose tracce dei cinghiali.
Sul percorso abbiamo inoltre ammirato due ruderi risalenti agli anni '30: il Sambugo e il Rou Russu, posti a circa 500 metri di quota, importanti al tempo dei rimboschimenti della Bandita Demaniale Val Lerone.
Il prossimo appuntamento con le gite della Comunità Montana Argentea sarà per domenica 4 Marzo, Curlo-M.Tardia di Ponente.
Le giornate si allungano, la primavera si avvicina..che voglia di scoprire le bellezze del nostro entroterra!
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