La gita si è svolta domenica 27 Aprile e hanno partecipato 12 simpatici
gitanti.
L’escursione prevedeva 650 metri di dislivello.
Le condizioni meteorologiche erano variabili, l’aria fresca.
Partiti dalla Località Agueta sulle alture di Arenzano, siamo giunti
in breve tempo a Case Vaccà, ex case forestali ora centro Ornitologico
e di Educazione Ambientale del Parco del Beigua.
Luca Baghino, esponente della Lipu, ci ha mostrato la struttura e ci ha parlato
del passaggio migratorio dei rapaci, in particolare del biancone e del falco
pecchiaiolo.
.
Proprio qui abbiamo consegnato alle esperte mani della Polizia Provinciale
un esemplare ferito di lodolaio, un falchetto parente del gheppio.
Passando tra pinastri e arbusti della macchia mediterranea (mirti, eriche,
alaterni, corbezzoli, cisti, ecc..) siamo saliti al Gruppo (520 m), un grosso
macigno di serpentinite.
La serpentinite è una roccia metamorfica, un silicato di magnesio, ha
origine magmatica e caratterizza il substrato geologico di questa zona.
Abbiamo potuto apprezzare il profumo dei fiori rosa di una piccola pianta che
cresce proprio su questa roccia, la dafne odorosa.
Durante il percorso la vista si ampliava e si potevano scorgere il M. Rama,
il M. Argentea e, nella valle, il ponte Negrone alla confluenza dell’omonimo
torrente con il torrente Leone.
Splendido il riparo Leveè (610m), della famiglia “Buniccu”-Damonte,
dal 1997 meta delle escursioni degli scout CNGEI.
Poco prima di giungere al Passo, ecco l’omonimo riparo Cà da Gava
(725 m), della famiglia “Lalò”-Vallarino, veramente accogliente.
E’ circondato da piccoli abeti rossi sopravvissuti al periodo natalizio
nelle case riscaldate.
Passando dal Passo della Gava (750 m) al Passo Tardie (860 m), il paesaggio
appare brullo, senza vegetazione arborea.
Abbiamo apprezzato in lontananza il paese di Sambuco con la sua chiesetta e
l’isolata Cà da Tilla, abbandonata dal 1959.
Siamo giunti alla splendida cima del M.Tardia di Ponente (928 m): la vista
impagabile ci ha premiato per gli sforzi compiuti per risalire il monte.
Poi al riparo “Ai belli venti” (910 m), costruito nei primi anni ’80
in mezzo alle rocce. Il nome del riparo ci ricorda a che cosa possiamo facilmente
andare incontro in questo posto: il vento!
Qui abbiamo sostato per la breve pausa pranzo.
La discesa è stata piuttosto veloce fino al riparo Scarpeggin (510
m).
Questo luogo pare incantato: si domina Arenzano come se si fosse su uno splendido
balcone sul mare.
Felici e contenti abbiamo fatto ritorno alle nostre auto posteggiate in Località Agueta,
un poco rammaricati: la gita era volta al termine e …quando ti diverti
il tempo vola!!
GIULIANO VALLE
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